Difficoltà di Apprendimento, puntare sulle potenzialità!

Contare, leggere e scrivere sono azioni che, per ogni bambino, dovrebbero diventare familiari in poco tempo… eppure, alcune volte, il percorso di acquisizione di questi apprendimenti incontra degli ostacoli: se il bambino non ha raggiunto il giusto rapporto tra maturazione e apprendimento, il processo di interiorizzazione di questi meccanismi potrebbe essere più lento.

Ogni alunno per motivi sociali o maturazionali ha delle potenzialità e abilità diverse, ha un personale ritmo di crescita ed è caratterizzato da diverse intelligenze e modi di essere.

In questi ultimi anni le segnalazioni dei bambini “dis”, che poi sfociano o meno in diagnosi, frequentanti l’ultimo anno della scuola dell’infanzia o i primi due anni della scuola primaria sono numerosissime. Al di là di qualsiasi etichetta, questo bambino di 5- 7- 8 anni è un bambino frenato e ostacolato negli apprendimenti, non un malato, non ha l’esigenza di sentirsi diverso ed etichettato in base a un principio patologico o terapeutico.

difficolta Sono bambini con difficoltà nel linguaggio, nello sviluppo psicomotorio, percettivo-motorio ecc.. e che potranno dare risposte adeguate negli apprendimenti, solo quando avranno perfezionato le percezioni cinestetiche e la loro associazione con i dati visivi, e sviluppato la maturazione nervosa, tonica, emozionale ed affettiva… Nessun allievo troverà stimoli ad apprendere nello svolgere compiti e prestazioni che non rispettano i ritmi e i suoi livelli di sviluppo, fin quando le funzioni mentali, e non solo, non avranno raggiunto il grado di maturazione necessario queste sfide saranno insuperabili.

Ecco allora, che si dimostra inadeguato qualsiasi intervento che si limiti alla solo costatazione del grado e della gravità dell’insufficienza, o che proponga semplicemente la soluzione nell’individuazione di metodi semplificati o programmi ridotti, cercando di facilitare il percorso apprenditivo. Non è tanto importante la debolezza ed il limite in sé, ma è essenziale, invece, individuare e favorire le abilità e le potenzialità del bambino per superare tali limitazioni esistenti e colmare quegli aspetti lacunosi che ne impediscono il pieno sviluppo.

Ogni bambino se aiutato con un Intervento Educativo adeguato dal punto di vista didattico e socio-pedagogico, può abbattere gli ostacoli ed avere l’opportunità di reagire.

Inoltre, l’Intervento di Aiuto non deve impegnare il bambino nell’azione in cui risulta carente, ma sostenere e rinforzare quegli aspetti, che in modo diretto e indiretto, sostengono l’apprendimento. In primis poichè sarebbe frustrante ed umiliante per il bambino dover ripetere prestazioni in cui è carente, ma soprattutto perché continuare a richiedere lo svolgimento di un compito senza fornire gli strumenti per migliorare, è deleterio ed inefficace.

Ad esempio, se il bambino presenta difficoltà nella letto-scrittura, il percorso di aiuto non può prevedere assolutamente di sottoporre il bambino ad “esercizi” di lettura o di scrittura, ma bisogna sostenere tutti quegli aspetti coinvolti nella lettoscrittura ed in cui sicuramente avrà mostrato disagi, come ad esempio l’organizzazione spazio-temporale, le capacità attentive, lo schema corporeo ecc…

Senza proporre “esercizi”, ammaestramenti ed inutili addestramenti, solo se il bambino riesce a conquistare un nuovo equilibrio e l’autonomia in tutti gli aspetti coinvolti, allora l’apprendimento può trarne vantaggi e migliorare.

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La Tv e i più piccoli

Spesso ci si domanda se la TV sia negativa o meno per i bambini. La risposta non può limitarsi alla scelta tra SI e NO, perchè la televisione non è che uno strumento e come tale può essere negativo e positivo allo stesso tempo. Ciò che fa la differenza è l’uso che se ne fa!

In generale, sarebbe bene non far utilizzare questo strumento ai bambini al di sotto dei 2/3 anni d’età, perchè dovrebbero imparare giocando e non guardando i cartoni animati. La Prof.ssa Iolanda Minoli, Primario Emerito della Divisione di Neonatologia presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, consiglia di evitarne l’uso sino ai 4 anni!

Lo schermo (sia esso TV, PC o Smartphone) è considerato da molti genitori uno strumento “comodo” per far distrarre i bambini mentre si prepara la cena o si svolgono altre incombenze domestiche, ma attenzione i bambini sanno intrattenersi anche diversamente senza ricorrere alle tecnologie. Ad esempio potrebbe essere suffciente dare loro un giocattolo, simile a ciò che stiamo utilizzando noi: pentoline se siamo in cucina, o qualche capo di abbigliamento e qualcosa che funga da ferro da stiro, ad esempio, se stiamo sistemando i vestiti. Il bambino si sentirà coinvolto nelle vostre attività e sfrutterà il gioco per fare esperienze e crescere in modo equilibrato, senza essere lasciato solo davanti alla “TV-babysitter del XXI secolo“.

Teniamo presente che autorevoli studi del settore, hanno chiarito che il numero di ore trascorse di fronte ad un monitor è direttamente correlato ai problemi socio-comportamentali nell’infanzia.

Per i bambini più grandi possiamo concederne l’uso, ma ricordando sempre di indicare un limite di tempo adeguato all’età e controllando cosa stiamo loro proponendo.

Quindi si all’uso per i più grandi, ma con moderazione non superando un’ora al giorno!

Detto questo, vorrei consigliarvi di guardare insieme ai vostri figli più grandicelli un cartone animato che mi è piaciuto molto e che considero veramente positivo per il rinforzo dell’autostima e del senso di individualità/unicità dei nostri bambini: Kung Fu Panda e i Segreti della Pergamena. E’ un episodio con i personaggi del famoso film d’animazione della durata di circa 20/25 minuti, quindi perfettamente in linea con le indicazioni sull’uso quotidiano della TV!

kung fuIn questo episodio la protagonista principale è “Tigre“, la quale si allena duramente sotto la guida del Maestro Shifu. Nell’episodio viene mostrato come, per quanto la tigre si impegni, non potrà mai essere ciò che il maestro pretende, perchè dovrebbe rinnegare se stessa, la propria natura e conformarsi alle aspettative degli altri.

Essere se stessa si rivela la carta vincente nella lotta contro il cattivo di turno!

Maestro Shifu, alla fine, accoglie positivamente la determinazione di Tigre ed anzi l’accompagna nel percorso di realizzazione e crescita di sè, assecondando la sua natura, senza pretendere più di conformarla alle proprie aspettative.

Insomma un insegnamento per piccoli e grandi!

 

Dott.ssa Daniela Del Brocco

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